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tratto da corriere.it
Gli allarmi
per lo stato del pianeta e le minacce per il riscaldamento globale sono
ormai quotidiani.
Ecco alcune
semplici soluzioni:
Gli allarmi
per lo stato del pianeta e le minacce per il riscaldamento globale sono
ormai quotidiani. Le nazioni e le organizzazioni internazionali
partecipano a un vertice dopo l'altro per trovare soluzioni
condivisibili che consentano di salvare il globo e garantire al
contempo lo sviluppo economico (più o meno come salvare capra e
cavoli). Ma cosa possiamo fare noi semplici abitanti della Terra, noi
che viviamo in un Paese altamente sviluppato, cosa possiamo fare noi
nella nostra vita quotidiana per evitare di aggravare le già elevate
emissioni di gas serra (e non soffrire di sensi di colpa)?
Ecco alcune
semplici soluzioni: alcune veramente banali, altre un po' più
complicate e nemmeno alla nostra diretta portata, ma sulle quali
possiamo esercitare pressioni politiche ed economiche per modificare lo
status quo. Più di tutto, però, conta una cosa: la consapevolezza che
così non possiamo andare avanti ancora a lungo se non vogliamo mettere
seriamente a repentaglio l'intero ecosistema E, forse, l'unica vera
soluzione, e quella del punto 38, senza dimenticare però le precedenti
37. Perché, come diceva Confucio: anche il viaggio di mille miglia
inizia sempre con il primo passo.
1 - Trasformare il cibo in carburante
Il
bioetanolo, ricavato da mais, soia, rifiuti urbani e altro, è il
carburante del futuro. Il petrolio è il passato checché ne dicano gli
arabi, Hugo Chavez e le compagnie petrolifere. Esistono però alcuni
dubbi tra gli scienziati per la possibilità di diffondere
nell'atmosfera altri composti potenzialmente tossici. Le auto che
possono essere alimentate con questi combustibili sono già in
produzione, ma non sono vendute in Italia, perché non esiste una rete
di distributori pubblici.
BIOETANOLO -
Il maggior vantaggio del bioetanolo è la riduzione fino all’80%
dell'anidride carbonica. Gli svantaggi sono un aumento dei consumi
(circa il 30%) e una riduzione delle prestazioni. Può essere utilizzato
come componente per benzine oppure per la realizzazione dell’Etbe
(etere etilbutilico). Entrambi possono essere aggiunti alla benzina in
miscela fino al 20%, o usati puri nei motori di tipo Flex, alimentabili
a benzina, gpl e alcol.
BIODIESEL -
Il biodiesel è ricavato dall’olio vegetale dal quale è stata tolta la
glicerina. Può essere usato puro solo in automezzi predisposti
all’origine, oppure miscelato al gasolio (fino al 5%) su tutti gli
altri veicoli. Permette di ridurre l’emissione di polveri sottili del
50% con prestazioni pressoché invariate rispetto al comune gasolio.
BENZINA,
DIESEL, GPL E METANO - I motori a benzina emetteno più ossidi di
carbonio e idrocarburi incombusti di un diesel che, a sua volta, eccede
in ossidi d’azoto e polveri sottili. L’emissione d’anidride carbonica
dipende dal consumo di carburante: più è alto, maggiore sarà la CO2
emessa. A parità di cilindrata un diesel produce il 13% in più di
anidride carbonica di un motore a benzina, ma avendo un consumo
inferiore, offre le medesime prestazioni di un motore a benzina
emettendo il 10% di CO2 in meno. A parità di consumo il Gpl emette il
10% in meno di CO2, il metano il 20% in meno.
2- La casa “verde”
Migliorare
l’efficienza energetica delle abitazioni. Il risparmio energetico
potrebbe arrivare al 40% anche con accorgimenti semplici, come
posionare tende pesanti in estate davanti alle finestra per evitare il
riscaldamento dei locali o aumentare l'isolamento di porte e finestre.
Il nuovo piano energetico del ministero dello Sviluppo prevede una
detrazione fiscale del 20% (fino a un massimo di 200 euro) in caso
d’acquisto di modelli non inferiori alla classe A+ entro il 31 dicembre
2007. Un frigorifero di classe A++ consuma 160 kWh all'anno (per una
spesa di 50-60 euro di elettricità), mentre uno di classe C ne consuma
640 (per oltre 150 euro di spesa elettrica).
3 – Cambia le lampadine di casa
Scegliere
lampadine a fluorescenza a basso consumo: costano di più, ma consumano
MOLTO meno e durano MOLTO di più. Una lampadina a fluorescenza di 40
watt equivale a una lampadina normale a incandescenza di 100 watt. Va
però effettuata una raccolta differenziata quando sono esaurite, perché
le lampadine a fluoresenza contengono mercurio che non va disperso
nell’ambiente. Inoltre non sono adatte a locali dove la luce si accende
e si spegne di continuo. La loro luce è percepita come «poco naturale»
e servono anche 5 minuti prima che si scaldino e forniscano la luce
ottimale. Le lampadine a fluorescenza sono classificate in due classi:
A (lunga durata) e B (media durata), mentre quelle a incandescenza si
suddividono in E e F per le normali e in D per le alogene. Una
lampadina di classe A dura in media 8 mila ore, a fronte di una a
incandescenza che a fatica arriva a mille.
RISPARMIO -
Una lampadina fluorescente di classe A da 20 watt eroga una luminosità
pari a mille lumen, ha una durata media di 8 mila ore e un prezzo
d’acquisto medio di 10 euro. Durante la sua intera vita consuma 160
kWh, pari a una spesa di 25,6 euro d’elettricità. In totale, quindi, la
spesa è di 35,60 euro. Una lampadina a incandescenza dura mille ore: ne
occorrono dunque otto per coprire la medesima durata di una
fluorescente. Con un prezzo d’acquisto medio di 0,50 euro, la spesa
totale è di 4 euro. Per ottenere gli stessi lumen, inoltre, dovremo
procurarci lampadine da 100 W, che in 8 mila ore consumeranno 800 kWh
con un conto in bolletta di 128 euro e un costo totale di 132 euro.
Acquistando una lampadina a basso consumo energetico, dunque, si
risparmieranno 96,40 euro. Secondo Enel e Legambiente, sostituire
cinque lampadine a incandescenza da 100 W con lampadine di classe A da
20 W porta a un risparmio di circa 70 euro all’anno.
4 - Cambiare le lampadine nell’illuminazione pubblica
Risparmiare
energia non dev’essere solo un’iniziativa personale. Il risparmio
“pubblico” può essere superiore a quello “privato”. Fare pressioni
sugli amministratori pubblici perché il risparmio energetico sia ai
primi posti dell’agenda politica cittadina
5 – Carbon tax
Nome
inglese per una cosa semplice: più si inquina (emettendo anidride
carbonica, quindi usando combustibili fossili), più si paga. Due i
problemi: il parola “tassa” fa venire l’orticaria alla maggior parte
della gente, l’industria (o la nazione) che rispetta le norme è
penalizzata rispetto a quella che non li rispetta. Inoltre è facile
trovare scappatoie legali e sopranazionali per aggirarla
6 – Piccolo è bello (ma non per viverci)
Le
case grandi consumano più energia. Ma una piccola casa con una cattiva
efficienza energetica, consuma più di una grande casa “verde”. Case
“medie”, efficienti e “verdi” possono essere la soluzione, ma dipende
dal mercato immobiliare. Non sempre lavare a mano i piatti è più
conveniente della lavastoviglie, soprattutto se si possiede un boiler
elettrico. Uno studio dell’Università tedesca di Bonn ha dimostrato che
lavando a mano i piatti, si consuma quasi il doppio di elettricità e il
70% in più di acqua. In Italia i modelli più comuni consumano in media
1,45 kWh per ciclo di lavaggio, mentre una lavastoviglie di classe A si
aggira attorno agli 1,05 kWh. Non tutti i programmi di lavaggio sono
uguali: soltanto i cosiddetti «eco» fanno realmente risparmiare
qualcosa. Altri tipi di lavaggio possono essere molto costosi e poco
efficienti. Se la lavastoviglie lo permette, interrompere il ciclo
prima che inizi l’asciugatura: si risparmia l’energia necessaria a
scaldare l’aria, e i piatti si asciugano anche da soli.
7 – Lava i panni in casa
Uno
studio dell’Università di Cambridge ha dimostrato che il 60%
dell’energia di un capo di abbigliamento è impiegato nel lavarlo e
nell’asciugarlo. Inoltre la maggior parte dell’energia consumata dalle
lavatrici non serve per il motore, ma per riscaldare l’acqua. Una
maglietta in questo modo può «produrre» 4 kg di anidride carbonica
durante il suo ciclo vitale.
Quindi si consiglia di lavare in
acqua calda ma non bollente (lavare a 60 °C al posto di 90 °C permette
di risparmiare il 30% di elettricità, mettere in lavatrice solo grandi
carichi, usare lavatrici a elevato risparmio energetico (quelle più
recenti consumano il 75% di energia in meno di quelle vecchie),
asciugare i capi all’aria. In questo modo le emissioni di CO2 possono
essere ridotte del 90%. Una lavatrice di classe A, rispetto a una di
classe C, consente di risparmiare il 35% di elettricità, il 47% di
detersivo e il 50% di acqua.
8 – Riciclare il sintetico
Il
riciclo dei capi di abbigliamenti in tessuti sintetici riduce del 76%
l’energia impiegata per produrne di nuovi e del 71% la conseguente
emissione di gas serra
9 – Energia geotermica
Anche
se non si è a Larderello (Pi), si può sfruttare l’acqua sotterranea a
temperatura costante per riscaldare d’inverno e raffreddare d’estate le
abitazioni. Il tetto e le terrazze degli edifici dovrebbero essere
coperti da erba e piante facili da mantenere. A New York si stanno
progettando edifici simili, specialmente destinati a negozi e uffici.
In Europa gli edifici sono i maggiori divoratori d’energia (oltre il
40% del totale), utilizzata soprattutto per riscaldare le abitazioni.
Una caldaia a condensazione permette un risparmio del 10–15% sulla
bolletta del riscaldamento rispetto a quelle tradizionali a camera
aperta o a camera stagna. Non sempre però è conveniente perché costa
molto più di un modello comune. Una caldaia tradizionale da 24 kW,
necessaria a scaldare una casa di 90 metri quadrati, costa tra i 600 e
i 1.500 euro; una condensazione analoga da 1.500 a 2.600 euro. Però è
possibile detrarre il 55% delle spese di sostituzione e d’istallazione
della nuova caldaia. A questo si aggiunge la possibilità di ottenere
l’Iva agevolata del 10%. Ma per ottenere la detrazione, la caldaia deve
sostituire un precedente impianto. Se invece si costruisce una casa
nuova e si decide per la caldaia a condensazione, lo Stato non rimborsa
niente. Per aver diritto alla detrazione, occorre ottenere una
certificazione energetica dell’edificio, spesso sostituita da un
attestato di qualificazione rilasciato dal progettista dell’edificio,
dal direttore dei lavori o dall’installatore della caldaia. Sostituire
la caldaia e lasciare i vecchi termosifoni può non essere conveniente,
perché lo scambio di calore acqua–fumi è piuttosto limitato, meglio
sostituirli con i pannelli radianti o i ventilconvettori.
10 – Abiti d’epoca
Dire
“vintage” è più “cool”, ma tradotto in italiano il concetto è lo
stesso. Quindi, non buttare via nulla perché dopo 30 anni gli abiti
vecchi (ma DEVONO essere firmati) tornano di moda. E non si usano
diserbanti e pesticidi per coltivare il cotone
11 – Catturare il carbonio
Se
una delle cause del riscaldamento globale è l’aumento dell’anidride
carbonica nell’atmosfera, un modo di risolvere il problema è catturare
la CO2 e stoccarla sottoterra, magari in giacimenti esauriti di
petrolio e gas. Nella classifica delle azioni utili è al secondo posto
subito dopo la riduzione delle emissioni di CO2. L’unico problema (al
momento) sono i costi: 50 dollari (37 euro) per tonnellata di CO2
catturata. Ma con lo sviluppo della tecnologia potrebbe scendere
12 – Lavorare vicino a casa
Non
sempre si può fare, ma si può incentivare il telelavoro. Con i minori
spostamenti casa-lavoro-casa si risparmia energia e non si inquina
13 – Utilizza i trasporti pubblici
A
patto però di usare autobus a basso tasso di emissioni. I trasporti
contribuiscono per il 14% ai gas serra. Nell’Unione europea l’80% degli
spostamenti avviene in auto, negli Usa l’88%. Una soluzione per un
utilizzo razionale dei trasporti pubblici è creare corsie riservate
nelle principali strade di collegamento ad alto scorrimento tra i paesi
dell'hinterland e le grandi città
14 – Utilizza i conti correnti e i pagamenti online
Si
risparmia carta e quindi non si abbattono alberi. Senza contare il gas
emesso dai camion e dalle navi per trasportare il legname per le
cartiere. Uno studio di Javelin Strategy & Research ha stimato che
se ogni famiglia americana pagasse i conti online, si eviterebbero 1,45
miliardi di tonnellate all’anno di rifiuti solidi e 1,95 milioni di
tonnellate all’anno di gas serra
15 – Isolamento
Un
metodo facile e semplice per risparmiare molta energia: isolare i
tetti, evitare le perdite di finestre e porte per conservare il calore
d’inverno e il fresco d’estate se si ha un condizionatore. In Svezia la
legge non permette perdite di calore superiori a 60 kWh al metro
quadrato all’anno. In Germania le perdite sono mediamente di 200 kWh.
In Italia si raggiungono i 500 kWh. La perdita di calore può giungere
fino al 10% dello spreco energetico totale di un’abitazione. Il consumo
per il riscaldamento assomma al 30% della quota nazionale energetica.
Se si adottasse lo standard svedese, si scenderebbe al 4%, con quello
tedesco si toccherebbe il 12%. Per i lavori di «riqualificazione
energetica» è prevista una detrazione del 55% fino a un massimo di 100
mila euro per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2007. Medesime
agevolazioni, ma fino a un massimo di 60 mila euro, sono previste per
interventi su coperture, pavimenti e infissi.
16 – Controlla l’etichetta
Scegliere
prodotti realizzati e certificati con risparmio di energia in ogni
occasione. Anche in hotel, scegliere quelli ecocompatibili. Per esempio
un forno elettrico incide molto sulla bolletta elettrica. Meglio
utilizzare un forno ventilato. Se non si stanno cuocendo dolci a pasta
lievitata, evitare il preriscaldamento. Spegnere il forno in anticipo:
il calore perdura e la cottura proseguirà fino a compimento,
risparmiando elettricità.
17 – Controllare le stufette
Le
stufe, anche quelle piccole portatili, devono riscaldare l’ambiente.
Spesso invece hanno uno scadente isolamento e... scaldano se stesse
18 – Mangia meno carne
Non
si tratta di diventare vegetariani, ma capire che i bovini da carne
sono tra i principali responsabili tramite le loro deiezioni delle
emissioni di metano, gas serra 23 volte peggiore dell’anidride
carbonica, e di ossido di azoto (296 volte peggiore). Più si consuma
carne, più aumentano gli allevamenti. Nel mondo ci sono già 1,5
miliardi di capi di bovini e 1,7 miliardi di capi di ovini e caprini, e
il loro numero è in costante crescita
19 – Abolire i sacchetti di plastica
Inquinano e per produrli si consuma molta energia
20 – Copiare la California
È
la regione più “verde” del mondo. Nel 2050 le emissioni di gas dello
Stato dovranno essere ridotte dell’80% rispetto a oggi. Ma anche in
Europa possiamo fare tanto se si agisce in fretta.
21 – Mangia cibo regionale
Favorire
il cibo locale rispetto a quello che proviene da lontane nazioni.
Trasportare prodotti alimentari “costa” molto in termini di produzione
di gas serra. Inoltre si sostengono gli agricoltori e i gli allevatori
locali, risparmiando sugli incentivi comunitari
22 – Pianta una siepe di bambù
Il bambù è elegante e cresce in fretta. Crescendo in fretta assorbe più CO2 di altri vegetali
23 – Volare diritto
Devono
farlo le nazioni, le compagnie aeree e le autorità di controllo
dell’aviazione. Più le rotte sono rettilinee, meno carburante si
consuma. Lo scorso anno sono state riviste le rotte tra l’Europa e la
Cina: i voli si sono accorciati di 30 minuti e si sono ridotte le
emissioni di CO2 di 84.800 tonnellate all’anno. Unificare lo spazio
aereo europeo come se fosse un “unico cielo” farebbe risparmiare il 12%
di carburante. Inoltre le brusche discese degli aerei fanno consumare
più carburante rispetto alle discese graduali
24 – Ridurre le tasse ai “contribuenti verdi”
Chi
è più virtuoso sotto il profilo ambientale dovrebbe avere più incentivi
fiscali. Il consumo annuo medio di un boiler elettrico si aggira sui
2.300 kWh (e il 25% del consumo è quando è in stand-by).
25 – Fate un matrimonio “verde”
Se
i propri invitati arrivano da lontano (e quindi emettono più gas
serra), gli sposi potrebbero fare una donazione a un progetto di
energia rinnovabile. Inoltre al ricevimento favorire cibi e bevande
locali (vedi punto 22)
26 – Lascia la cravatta a casa
Non
ha senso in estate vestirsi da “pesante” per andare in ufficio e, per
evitare di sudare come fontane, alzare al massimo l’aria condizionata.
E’ meglio vestirsi più leggeri e meno formali e lavorare in ambienti
con temperature superiori
27 – Spegni gli apparecchi elettrici
La
lucina rossa della tv non significa che è spento, ma che è in
“stand-by” (attesa) e l’apparecchio continua a consumare corrente
(inutile). Lo stesso vale per Dvd, radio, computer, lavatrici,
lavastoviglie (fax, computer e stampanti negli uffici) e via dicendo.
SPEGNETELI! Non vi costa nulla e vi fa risparmiare molta energia.
Secondo il dipartimento Usa dell’Energia, il 75% di tutta l’energia
elettrica consumata in una casa se ne va durante la fase di stand-by
degli apparecchi.
I decoder digitali, terrestri e satellitari in
stand by consumano fino a 20 W costanti, cioè 175 kWh annui: come un
frigorifero di classe A++. Se si vede per 5 ore al giorno la tv si
consumato 180 kWh. Se uno schermo piatto Lcd consuma come un vecchio
modello a tubo catodico o poco meno (da 80 a 120 W), un televisore al
plasma tende a consumare molto di più.
28 – Spegni le luci
Quando
si esce da una stanza, spegnere la luce. Lo dicevano anche le nonne,
molti lo dimenticano. I più “sbadati” potrebbero montare un sistema che
spegne automaticamente la luce in una stanza (anche negli uffici) dopo
un certo periodo di tempo in cui un sensore segnala che la stanza è
vuota
29 – Non sprecare la carta (e riciclala!)
Favorire
il consumo di carta riciclata per non abbattere alberi. Ogni tonnellata
di carta risparmiata salva 19 alberi, e ogni albero assorbe 27 kg di
inquinanti dall’aria. E si evita di sprecare 30 mila litri di acqua e
4.400 kWh di energia
30 – Ridurre le confezioni
I
prodotti che si acquistano sono avvolti e/o confezionati in troppe
cose, sia di carta che di plastica. Adesso anche le aziende se ne
stanno accorgendo e iniziano a ridurre le confezioni
31 – Usa fertilizzanti naturali
Vale
per chi ha un giardino, un orto, ma anche solo alcuni vasi di fiori sul
balcone. I fertilizzanti chimici accelerano l’emissione di ossidi di
azoto, che sono gas a effetto serra. Dare la preferenza a fertilizzanti
naturali: per esempio il sangue di bue, il guano o il compost
32 – Auto piene
Emettono
più gas serra cinque auto ciascuna con una persona a bordo, o un’auto
con cinque persone? La risposta è evidente. Metterlo in pratica un po’
meno, forse potrebbe contribuire dare più incentivi al cosiddetto “car
sharing” o “car pooling”, cioè andare al lavoro in più persone con la
stessa auto.
La Finanziaria 2007 incentiva il passaggio dalle auto
Euro 0 ed Euro 1 a una più pulita Euro 4. Lo sconto è di 800 euro e il
bollo di circolazione non si paga per due anni, che diventano tre se
l’auto non supera i 1.300 cc di cilindrata o il nucleo familiare è di
almeno sei persone, senza nessun’altra macchina in casa. Se si sceglie
di acquistare un’auto a Gpl o metano, i vantaggi sono di 650 euro se la
modifica al gas è effettuata dopo l’immatricolazione e di 1.500 euro se
realizzata in fabbrica dal costruttore. Se l’auto ecologica non supera
i 120 g/km di CO2, lo sconto complessivo sale a 2 mila euro. I bonus
sono retroattivi e valgono anche per chi ha acquistato un’auto con i
corretti requisiti tra il 3 ottobre e il 31 dicembre 2006, sempre che
abbia rottamato una Euro 0 o 1 entro quindici giorni dalla consegna
della nuova macchina.
33 – Controllate le gomme
Pneumatici
sgonfi fanno consumare più carburante. Una pressione corretta fa
risparmiare più del 3%, la messa a posto del motore fa risparmiare il
4%, cambiare i filtri dell’aria il 10%. In pratica se con un litro di
carburante si aumenta la percorrenza da 8,5 a 10,2 km, si emettono
nell’atmosfera 90 kg in meno di CO2 ogni anno per auto
34 – Percorsi ottimali
Più
strada si fa, più si brucia carburante. Controllate i vostri percorsi
cercando la strada più breve, magari con i nuovi apparecchi satellitari
stradali. A New York l’azienda di trasporti Ups nel 2004 ha proibito ai
guidatori dei propri automezzi di girare a sinistra: il tempo di attesa
per avere la precedenza faceva consumare ogni anno milioni di dollari
in carburante. Nei primi tre mesi dell’anno l’Ups ha ridotto di mille
tonnellate l’emissione di CO2 solo nella città di New York
35 – Piantare alberi (non) fa sempre bene
Un
albero assorbe nell’arco della sua esistenza fino a una tonnellata di
anidride carbonica. Quindi in teoria chi pianta un albero non sbaglia
mai. In realtà si è visto nei climi temperati piantare alberi fa
aumentare il riscaldamento globale, perché il calore che le foglie
verde scuro assorbono è maggiore del carbonio che respirano. Quindi è
meglio non esagerare, e piantare invece gli alberi nei climi tropicali
36 – Bruciare carbone, ma con giudizio
Se
si è costretti a un riscaldamento a carbone (orrore!), bisogna sapere
che la metà del calore generato è assorbito dalla combustione stessa
per mantenersi attiva. Meglio allora bruciare il carbone nelle centrali
elettriche nei nuovi impianti di co-generazione, dove il calore in
eccesso viene utilizzato per il riscaldamento domestico e per usi
industriali. In Cina gli impianti a carbone a co-generazione evitano di
immettere nell’aria 90 milioni di tonnellate all’anno di CO2
37 – Noleggiare auto “verdi”
Quando
si va in vacanza non bisogna lasciare a casa la propria coscienza
ecologica. Se si decide di noleggiare un’auto, dare la preferenza a
quelle ad alimentazione ibrida o a biodiesel
38 – Cambiare stile di vita
Consumare
di meno, vivere semplicemente, condividere di più. Lo diceva
S.Francesco nel XIII secolo e Budda ancora prima. Anche senza
abbandonare il mondo, entrare in un monastero francescano o buddista,
il cambiamento del proprio stile di vita in uno più sobrio è la chiave
per evitare guai nel futuro prossimo che coinvolgono tutta l’umanità
(anche perché le risorse petrolifere stanno finendo). Dopo il secolo
della soddisfazione dei propri (finti) bisogni più sfrenati
(“spendi-godi-inquina-e-fregatene”, deve diventare di moda nel XXI
secolo la filosofia del “consumatore-consapevole-minimalista”. Non è
compatibile con la crescita costante dell’economia? Le dottrine
economiche non sono il Vangelo. Le si cambino per renderle compatibili
con le nuove esigenze planetarie.
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