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Italiapulita

Alleati per la salvaguardia del paesaggio Stampa E-mail
Sunday 16 December 2007
Mobilitazione in difesa del paesaggio. Cinque regioni, per intanto, rappresentate da centinaia di gruppi locali fermamente intenzionati ad allargare il tiro, coordinarsi, diventare sempre più incisivi. Trecento comitati nel Veneto, ma la mobilitazione lanciata da Susegana guarda a tutta Italia. Zanzotto: «Dovete continuare» 
Paesaggio, intellettuali in campo 
E Giulia Crespi (Fai) propone di togliere ai Comuni le competenze sul territorio
 
Susegana (Tv)
Chi si aspettava che la mobilitazione in difesa del paesaggio guidata da Alberto Asor Rosa e da Andrea Zanzotto rimanesse una faccenda di pochi intellettuali, sarà probabilmente deluso: perchè quella che si è presentata ieri al Castello di Susegana (Tv) è una forza d'urto compatta, ramificata, intenzionata a durare. Con i toscani, capofila della mobilitazione ambientale, c'erano anche rappresentanti dei comitati del Piemonte (Luca Mercalli, presidente della società meteorologica italiana), della Lombardia e dell'Umbria. Cinque regioni, per intanto, rappresentate da centinaia di gruppi locali fermamente intenzionati ad allargare il tiro, coordinarsi, diventare sempre più incisivi.I numerosissimi convenuti al castello di San Salvadore si sono dovuti accontentare di una partecipe telefonata di Asor Rosa, ma la sua assenza è stata vissuta come una vittoria: perchè l'anziano letterato è stato convocato a Roma proprio ieri per incontrare il ministro dei trasporti Bianchi e discutere con lui della grande viabilità in Toscana, su cui i comitati stanno battagliando da anni. Si sono... consolati con Andrea Zanzotto, salutato da un'ovazione quando è entrato in sala, e da un altro emozionatissimo applauso quando ha detto «Sono molto commosso che siate qui in così tanti impegnati su questi temi. Spero che continuiate; anzi, dovete continuare».
Per i due letterati, numi tutelari del movimento, quella del paesaggio ormai è in Italia una vera e autentica emergenza, che non investe solo l'ambiente, come ha ricordato Zanzotto, «ma la stessa sopravvivenza fisica delle persone, e la nostra identità».
Per questo i comitati stanno cercando di fare il salto di qualità: dal toscano Nino Criscenti hanno appreso ieri come si fa un coordinamento di comitati, e hanno deciso quindi di nominare un gruppo di lavoro (i docenti di Venezia Francesco Vallerani, di Padova Mauro Varotto, il veronese Pier Alvise Serego Alighieri, Marisa Zanzotto, la fiorentina Nadia Breda e il legale triestino Alessandro Giadrossi) per preparare un grande convegno costitutivo in primavera. «Noi veneti sappiamo di avere molto da imparare - commentano Vallerani e Varotto - ma possiamo contare su una massa critica non indifferente». I numeri forniti da Varotto in effetti impressionano: un censimento svolto nelle tre province di Vicenza, Padova e Treviso ha permesso di appurare infatti che i comitati ambientali attivi sul territorio sono oltre 140 (con una stima di 300 nell'intera regione), così suddivisi: 66 nel Trevigiano, 39 nel Vicentino e 36 nel Padovano. «Ma la cosa più significativa - commenta Varotto - è che i comitati sono praticamente raddoppiati nell'ultimo decennio, e hanno rafforzato la loro presenza: ora rimangono attivi più a lungo che nel '98, sono più disponibili a fare rete e ad aiutarsi l'un l'altro, e grazie al tam tam mediatico sono usciti dalle nicchie locali per crescere e muoversi in tutto il territorio nazionale, si tratti della lotta contro l'alta velocità ferroviaria o contro le autostrade toscane».
Quello che non li turba è il sospetto della strumentalizzazione politica, anche perchè «personaggi come Pier Alvise Alighieri - spiega Vallerani - hanno chiarito che l'appartenenza ideologica qui non conta nulla». Inoltre è precisa convinzione di gran parte dei convenuti che la loro battaglia debba coinvolgere le università, legandole strettamente al territorio, e cercare una stabile sponda istituzionale, per quanto le relazioni non siano sempre facili, come ha dimostrato il benvenuto agrodolce arrivato ai convenuti dal governatore veneto Giancarlo Galan.A questo proposito farà sicuramente discutere il saluto della presidente del Fai Giulia Maria Mozzoni Crespi, laddove attribuisce molte delle responsabilità delle devastazioni che hanno investito il territorio italiano in primis ai Comuni, strangolati dalle carenze finanziarie e sempre più tentati di utilizzare l'urbanizzazione come fonte di reddito per il loro funzionamento. Per questo la Crespi propone che il controllo del territorio sia «tolto ai Comuni, restituito alle Regioni e da queste co-pianificato con lo Stato centrale, perchè il paesaggio è un bene comune di tutti i cittadini italiani, come sancisce l'articolo 9 della Costituzione».
Vallerani replica invece così all'osservazione che da Susegana rischia di dilagare la cosiddetta "sindrome nimby" (non nel mio giardino), che rischia di bloccare ogni infrastruttura e di soffocare lo sviluppo: «Il coordinamento si propone un superamento della frammentazione e la promozione della partecipazione, per superare insieme lo smarrimento nel veder dissipare un patrimonio ambientale e artistico unico al mondo. Non possiamo avere come modello di sviluppo la crescita illimitata, ma anche la tutela di altri valori, la qualità della vita, la felicità, che all'estero sta entrando a pieno titolo nella valutazione dei conti economici. Ricordiamo che nel 2008 ricorrono i 500 anni del Palladio, e saremo sotto gli occhi di tutto il mondo».
Sergio Frigo
Da Il Gazzettino del 15 dicembre 2007

Oggi a Susegana (Tv) 
Zanzotto-Asor Rosa, alleanza per la difesa del paesaggio minacciato
 
Due fra i nomi più noti della letteratura italiana, il poeta Andrea Zanzotto e il critico Alberto Asor Rosa, alleati per la salvaguardia del paesaggio. L'iniziativa, preparata da una lunga serie di contatti, dovrebbe decollare ufficialmente oggi, nel corso di un convegno organizzato a partire dalle 9.30 al Castello di Susegana (Tv) dal Coordinamento dei Comitati Toscani mobilitati attorno ad Asor Rosa, e dai gruppi regionaliispirati da Andrea Zanzotto, ma con l'adesione anche di Mario Rigoni Stern e del compianto Luigi Meneghello, e che dovrebbero proporsi col marchio"PaesaggivenetiSos".Ma perchè la Toscana? Perchè è lì, contro la ventilata dementificazione di Monticchiello val d'Orcia o nella mobilitazione per bloccare nuovi insediamenti autostradali, che sono sorti ben 160 diversi gruppi, che hanno ottenuto risultati significativi grazie alla loro capacità di approfondire i problemi, di coinvolgere testimonial importanti, di fare rete tra loro. Un'esperienza che i veneti sperano di poter mutuare dalle nostre parti, dove le iniziative sono per il momento più sparse e meno incisive, me le problematiche analoghe a quelle toscane: «La prestigiosa qualità ambientale e storico-artistica dei paesaggi - dicono gli organizzatori - ma anche una preoccupante erosione qualitativa di tale patrimonio».
Accanto a quelle dei due numi tutelari ci saranno le testimonianze di personaggi come Nino Crescenti, Luca Mercalli, Pieralvise Serego Alighieri (discendente del Poeta e animatore di SalValpolicella), di Gianfranco Bettin, dei docenti universitari Nadia Breda, Giorgio Conti, Mauro Varotto, Francesco Vallerani.
Ad accogliere i convenuti arriva, piuttosto inaspettato, anche il "benvenuto caloroso" del presidente della Regione Giancarlo Galan, che dichiara che «tutto ciò che viene fatto, o semplicemente detto, a favore della tutela del paesaggio, dell'ambiente , del bene culturale è cosa sempre degna di lode», tanto più se viene da «da illustri personalità della cultura quali sono Andrea Zanzotto e Alberto Asor Rosa». Aggiunge però una cosa, il governatore: «Nei giorni scorsi sono state pubblicate affermazioni inaccettabili, perchè discreditano quanto sta avvenendo in Veneto in questo campo. Da alcuni anni la tutela dell'ambiente e del paesaggio è al primo posto delle nostre preoccupazioni ed è per questo motivo che, in accordo col Comune di Pieve di Soligo, nemmeno un solo mattone è stato portato nello spazio ritenuto preziosissimo per diverse e valide ragioni da Andrea Zanzotto, dai cittadini di Pieve di Soligo, dalla Regione. Non un mattone, né un centimetro di cemento è stato depositato in quel luogo. Lo stesso è accaduto a Vittorio Veneto, dove nessuno ha deturpato in alcun modo il cosiddetto "Brolo" delle Monache». Aggiunge Galan che il Veneto «è già da tempo la prima pubblica amministrazione che si batte per rifondare l'area di Porto Marghera in un qualcosa di compatibile con l'ambiente , con la migliore architettura contemporanea, col rispetto del paesaggio lagunare». E lo stesso discorso riguarda Arquà Petrarca, Battaglia Terme e la rinaturalizzazione di Vallevecchia di Caorle, mentre «a Pieve di Soligo è stato progettato uno splendido esempio dell'architettura di qualità, cui si affiancherà la realizzazione di un Parco letterario dedicato ai grandi scrittori che hanno fatto del Veneto del XX° secolo la terra della letteratura». Per non parlare del lavorio che da anni sta coinvolgendo esperti, università e Soprintendenze per «definire al meglio» il futuro piano paesaggistico regionale.
Basterà, per i difensori del paesaggio?
S.F.
Da Il Gazzettino del 14 dicembre 2007
Ultimo aggiornamento ( Tuesday 03 March 2009 )
 
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