You are here: Home arrow Notizie arrow Ultime Notizie arrow Lestizza, il paese che non butta via niente

Italiapulita

Lestizza, il paese che non butta via niente Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Saturday 19 January 2008

Nel piccolo centro della Bassa Friulana, ogni casa ha il "composter" che trasforma i rifiuti in concime. Carta e vetro raccolti casa per casa dal Comune. L’orgoglio del sindaco: «Non abbiamo mai speso un centesimo per i cassonetti. Per noi riciclare è una tradizione antica».

C'era una volta un bidone di latta dove le famiglie gettavano quel poco che restava del non usato in casa. C'era una volta un mondo dove farina, pasta, zucchero, carne e pane venivano venduti solo a peso e avvolti dal negoziante in una pezzo di carta del tutto biodegradabile. Per il latte si usava andare a piedi nella fattoria più vicina, con un contenitore in alluminio in mano, sempre lo stesso. C'era una volta... in un Friuli di meno di trent'anni fa, anche se pare un secolo. Le nonne, ma anche le mamme, di rifiuti non ne producevano affatto. E tutto si riutilizzava, dagli stracci, al verde delle potature, fin ai bottoni, recuperati con cura, perché preziosi e costosi.
Oggi, ogni prodotto venduto immette nel ciclo di raccolta e smaltimento di immondizia una bella percentuale di imballo. Nella fretta di un vivere sempre più veloce è quasi morta del tutto la cultura del riutilizzo. Quasi. Perché nel Medio Friuli esiste ancora qualche oasi ecologica, nel vero senso della parola, dove tutto ciò che non serve al momento viene raccolto e fatto fruttare in modo diverso. Una di queste isole è Lestizza, un paese di quattromila abitanti in provincia di Udine dove, assicura il primo cittadino, non senza un pizzico di orgoglio, mai un centesimo è stato speso per i cassonetti dell'immondizia né per la raccolta differenziata. Da 40 anni.
Siamo contadini - spiega il sindaco, Amleto Tosone - e i contadini non buttano mai nulla. Il nostro modo di vivere l'abbiamo chiamato modello Lestizza. Per noi, riciclare l'immondizia è una tradizione antica. Da queste parti, per decenni, l'umido è stato raccolto nella concimaia; la carta e il cartone sono stati ritirati, casa per casa, da persone che poi li riutilizzavano o li rivendevano. Il ferro, insieme al rame e agli altri metalli, faceva la stessa fine. Oggi il mondo è cambiato, complice la modernità e il mutamento delle abitudini, e anche a Lestizza non ci sono più tante concimaie. Ma lo spirito è rimasto lo stesso: nelle case sono comparsi i composter, eredi contemporanei dei vecchi siti di raccolta dell'umido. Sono stati distribuiti dal Comune con un preciso obiettivo: trasformare i rifiuti naturali in concime.
Oggi carta, cartoni e vetro sono raccolti dal Municipio, ancora casa per casa, una volta alla settimana. I rifiuti ingombranti, invece, finiscono nelle piazzole ecologiche realizzate in alcuni punti del paese. Per le strade non c'è neanche un cassonetto, ad accezione di quello vicino al cimitero, ma il sindaco quasi lo nasconde. Non siamo abituati a buttar via le cose - spiega -. Non lo abbiamo mai fatto e quando il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti è stato affidato al Comune, è stato naturale proseguire sulla strada percorsa fino a quel momento: non gettare via nulla e, quindi, neanche i soldi per acquistare cassonetti che nessuno avrebbe mai usato.
Il modello Lestizza è così diventato un esempio che altri Comuni friulani stanno seguendo. Ci deve essere una responsabilità pubblica nella gestione del rifiuto - dice Tosone - ma anche di chi produce il rifiuto. Su questo fronte la cittadinanza ha sempre risposto bene. Gli anziani sono abituati da sempre in questo modo e noi continuiamo su quella scia, promuovendo la raccolta differenziata partendo da interventi educativi nelle scuole. Le persone più attente alla questione rifiuti sono proprio nonni e nonne, i vecchi, da sempre legati al mondo contadino. Grazie alla loro esperienza, anche i giovani possono venire educati e sensibilizzati ai problemi ambientali. Le persone di mezza età di solito sono meno sensibili, ma comportamenti e stili sono condivisi da tutti.
Così Lestizza può continuare a lavorare e investire per un paese senza rifiuti, né cassonetti, tranne quello vicino al cimitero. È vero, c'è quel cassonetto del camposanto, - ammette sindaco - ma non facciamo troppa pubblicità, altrimenti finisce che qualcuno me lo usa, conclude scherzando. Perché lui, sui rifiuti, può permettersi anche il lusso di scherzare. Sulla scia di Lestizza si muovono, naturalmente, da anni, anche tanti piccoli paesi di montagna, dalle Valli del Torre a quelle del Natisone.

Paola Treppo

Tratto da Il Gazzettino di Venezia del 19 gennaio 2008

Ultimo aggiornamento ( Saturday 14 March 2009 )
 
< Prec.   Pros. >

Catalogo

banner.jpg