| Nanotecnologie |
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| Scritto da Redazione Italia Pulita | |
| Wednesday 01 October 2008 | |
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Un tocco di vernice, e addio al tergicristallo IL BOOM delle nanotecnologie/ Sono ormai 170 le società che nel nostro paese si sono lanciate in un comparto del tutto nuovo che crea materiali dal mercato potenziale enorme.
VALERIO MACCA (art. ricavato dal giornala la repubblica di Lunedi 29)Sembra una semplice salviettina umidificata per lavarsi le mani. Ma, passata su un vetro rende la superficie liscia, compatta, idrorepellente e resistente a urti e graffi. Tanto da far diventare superfluo per anni l’uso di detersivi per pulirlo: basterà passarci sopra un panno umido. È una delle meraviglie della nanotecnologia. Ormai non si tratta di una tecnologia accessibile solo all’interno dei laboratori: la salviettina in questione, è disponibile anche in Italia, importata dalla Aktarus Group di Bergamo. È imbevuta di una soluzione che reagisce con la catena molecolare della silice contenuta nel vetro eliminando ogni microporosità dalla superficie. L’applicazione è semplice e può essere eseguita da chiunque sia interessato a modificare molecolarmente le finestre di casa o il box doccia. Non è l’unico prodotto nanotecnologico per il grande pubblico che Numerosi prodotti riconducibili all’utilizzo delle nanotecnologie sono già disponibili sul mercato o lo saranno a breve. Un risultato che pareva incredibile nel ’74, quando Norio Taniguchi, dell’università di Tokyo, coniò il termine "nanotecnologia". Oggi invece, è possibile acquistare nano prodotti come la vernice isolante, di cui bastano solo tre mani per avere un’efficacia pari a quella di pannelli molto più spessi. O le nanofibre, che rendono i vestiti antimacchia, completamente impermeabili e impossibili da sgualcire. Nanoparticelle sono utilizzate nella produzione dei cosmetici e nei sistemi di diagnostica medica. Nell’elettronica, la nanotecnologia è impiegata per creare batterie di maggior durata, hard disk di elevatissima capacità, e chip microscopici. Già nel 1999, i laboratori Eit di Grenoble, in Francia, avevano già sviluppato un transistor della grandezza di circa 18 nanometri. Una moneta da un euro potrebbe contenerne svariati miliardi. Ottimi anche i risultati nell’energia solare: nel 2005 gli scienziati dell’Università di Toronto hanno creato uno spray di nano particelle che, una volta applicato a una superficie, la trasforma immediatamente in un pannello fotovoltaico. Nei prossimi cinque anni, prevedono gli analisti, i prodotti di questo tipo diventeranno sempre di più. Le applicazioni sono infinite: le nanotecnologie creano sistemi avanzati per la somministrazione mirata di farmaci, protesi mediche più resistenti, memorie ram più dense, sistemi di produzione e stoccaggio dell’energia più efficienti. Nel 2006 il mercato delle nanotecnologie era di 60 miliardi di dollari e le stime di crescita sono altissime. |
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| Ultimo aggiornamento ( Saturday 14 March 2009 ) |
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