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Italiapulita

Non salveremo la Terra moltiplicando gli allarmi Stampa E-mail
Wednesday 28 November 2007

 

bjorn_lomborg.jpgdi Bjorn Lomborg
Vi dicono di dare ai vostri figli cibi biologici perché i pesticidi aumentano i rischi di tumore? Tecnicamente è corretto: c'è un legame tra la manipolazione chimica e la salute, ma i rischi sono trascurabili nei Paesi più avanzati e con leggi adeguate.


[Lomborg afferma che gli scenari che sono stati presentati al pubblico sono distorti e non veritieri perche' fatti di modellazioni al computer e assunzioni non realistiche su tecnologie e scelte politiche future.]



di Bjorn Lomborg
Vi dicono di dare ai vostri figli cibi biologici perché i pesticidi aumentano i rischi di tumore? Tecnicamente è corretto: c'è un legame tra la manipolazione chimica e la salute, ma i rischi sono trascurabili nei Paesi più avanzati e con leggi adeguate. In realtà, dato che il vero scudo contro il cancro è mangiare molta frutta e verdura, e quella biologica costa il 10-20% in più di quella tradizionale, si finisce, per far quadrare il bilancio famigliare, per comprare meno frutta e verdura e, quindi, paradossalmente, per aumentare i rischi di tumore.
Un altro esempio di come, in materia ambientale, vadano sempre considerati tutti gli aspetti della questione, a cominciare da quelli economici, è quello, tanto amplificato dai media, degli orsi polari. Ci dicono che il riscaldamento globale li minaccia di estinzione. Ma non ci dicono che negli ultimi 4o anni, in cui la temperatura media del pianeta è salita, la popolazione complessiva di orsi bianchi è passata da 5mila a 25mila esemplari. Gli attivisti ambientali e i media chiedono di ridurre le emissioni di gas serra per salvare (anche) gli orsi polari. Ipotizziamo che tutti i Paesi, inclusi gli Stati Uniti, riducano le emissioni come previsto dal Protocollo di Kyoto e prendiamo il gruppo di orsi bianchi più noto e studiato, quello della Baia di Hudson in Canada, circa mille animali. Quanti ne salveremmo in un anno applicando Kyoto? Cento? Venti? Dieci? Statisticamente, meno di un decimo di un singolo esemplare, come dire una mezza zampa. Per salvare gli orsi, c'è un sistema molto più semplice. efficace e meno costoso: vietarne la caccia (che nella Baia di Hudson ne uccide in medi 49 all’anno).
Dall'alimentazione biologica agli animali in pericolo, i media enfatizzano sempre gli allarmi da un punto di vista unilaterale, dall'effetto serra ai pesticidi alla perdita di biodiversità. Ma perdono di vista l'altro aspetto delle questioni, quello fondamentale: il progresso economico. Nel mondo ci sono ancora un miliardo di persone che vivono sotto la soglia di povertà, due miliardi senza elettricità, tre miliardi senza acqua potabile e condizioni sanitarie accettabili. Tutti questi problemi vanno visti in prospettiva: cercando di capire quali sono le priorità e le possibili soluzioni. E partendo dalla constatazione che non dobbiamo per forza affrontarli tutti subito: se non abbiamo una buona soluzione in vista per una questione, meglio concentrarsi prima su un altro problema. Se una così larga parte dell'umanità non sa ancora se ha abbastanza cibo per arrivare a fine giornata, non è molto logico preoccuparsi di quale sarà la temperatura del pianeta fra cent'anni.
Eppure, le condizioni di vita sono migliorate enormemente nell'ultimo secolo. Gli scienziati hanno sconfitto molte delle malattie infettive, tanto che oggi quasi sempre è solo la povertà a impedire cure efficaci. L'aspettativa di vita globale era in media di 30 anni nel 1900, oggi è di 68 anni. L'alimentazione è migliorata, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo, in cui la disponibilità di calorie pro capite è salita del 40% in 40 anni. Parallelamente, la popolazione denutrita nel Terzo mondo è scesa dal 50% nel 1950 al 17% oggi, mentre il reddito mondiale è più che triplicato. Ancora più importante è il fatto che questi trend positivi sono destinati a continuare. Secondo L’Onu l’aspettativa di vita raggiungerà i 75 anni a metà secolo e la denutrizione colpirà meno della popolazione. Entro fine secolo, il reddito sarà cresciuto di sei volte nei Paesi industrializzati e di dodici in quelli in via di sviluppo, in cui lo standard di vita medio diventerà superiore a quello di un cittadino americano o europeo oggi. Da un miliardo, coloro che vivono sotto la soglia di sussistenza diventeranno meno di cinque milioni.
Tutto questo non significa che non dobbiamo preoccuparci del futuro. Ma non serve creare panico con allarmi globali: meglio ragionare con calma concentrandoci sulle vere questioni chiave. Gli allarmi, come quelli sul clima, possono servire a creare sensi di colpa nel ricco Occidente, ma non ci aiutano nella comprensione dei fenomeni.

Dal Sole 24 Ore del 18.09.2007 - Copyright: Project Syndicate, 2007


Il danese Bjorn Lomborg (nella foto), 42 anni, professore alla Copenhagen Business School e fondatore del Copenhagen Consensus, centro di studi sul welfare, è diventato una sorta di capofila degli studiosi ambientali "anti-catastrofisti", dopo la pubblicazione nel 2001 del controverso bestseller The Skeptical Environmentalist (L'ambientalista scettico), in cui ha contestato molte delle più diffuse previsioni allarmanti sul clima, risorse energetiche e biodiversità
Ultimo aggiornamento ( Tuesday 03 March 2009 )
 
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