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Italiapulita

PACCIAMATURA CON PLASTICA BIODEGRADABILE Stampa E-mail
Tuesday 19 July 2005
Una nuova plastica biodegradabile per usi agricoli sarà messa a punto dalle bucce di frutta nei laboratori dell’Istituto di chimica e tecnologia dei polimeri del Cnr di Pozzuoli.
Il progetto è stato cofinanziato dalla Comunità europea per un totale di 2 milioni di euro e permetterà di avere entro il 2007 un film plastico utile per la pacciamatura agricola, operazione nata per proteggere bulbi e germogli dal gelo e mantenere costante l’umidità, fino ad ora eseguita o con sostanze organiche (compost, trucioli, letame) o con plastica non riciclabile.
Solo in Italia, così, ogni anno si producono 65mila tonnellate di rifiuto plastico nell’80% dei casi non smaltibile perchè inquinato da pesticidi, diserbanti e fertilizzanti e spesso bruciato in maniera illegale dagli contadini.
Il film plastico prodotto dal Cnr invece è un polimero a base di polisaccaridi contenuti nelle alghe e nelle bucce di frutta, spalmabile sul terreno con un pennello in uno strato sottile e destinato semplicemente ad essere frantumato dalle macchine agricole quando avrà cessato la sua funzione, finendo negli strati inferiori del terreno senza inquinarlo, anzi venendone assimilato.
La scoperta di questo tipo di film, assicura il coordinatore del progetto Mario Malinconico, «è eccezionale e consente di sviluppare plastiche sofisticate che rispettano le esigenze microclimatiche delle piante e le regole dell’agronomia, pur essendo robuste e di lunga durata».
Al progetto lavorano anche ricercatori di una azienda svedese, di una università tedesca, dell’Ateneo di Bari e di quello napoletano «Federico II», ed è inserito nel «Pacchetto parco sostenibile» che Eureco - public company riconoscita dall’Authority per l’energia - propone in partenariato a parchi nazionali.
E se si usa invece la tradizionale plastica di derivazione petrolifera?
Ci sarà rimedio anche a questo.
Un gruppo di batteri golosi, modificati geneticamente mangerà infatti i rifiuti in plastica, eliminandoli.
Un gruppo di ricercatori indiani, associati al National Chemical Laboratory di Pune, ha perfezionato il meccanismo, già noto, grazie al quale alcuni batteri «mangiano» le sostanze plastiche e le eliminano.
Gli studiosi hanno scoperto che, dolcificando polipropilene e stirene, due materie plastiche molto comuni, e modificando dei batteri «spazzini» in modo da renderli ancora più attratti dalle sostanze zuccherine, il processo di eliminazione diventa molto più rapido.
Ultimo aggiornamento ( Tuesday 03 March 2009 )
 
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