| Paolo Andrich e i carciofi che vengono dal mare |
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| Scritto da Administrator | |
| Wednesday 23 April 2008 | |
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[Testi di Daniele Duso]
Il personaggio è Paolo Andrich, nipote dell’artista Lucio Andrich, scomparso nel 2003, dal quale qualche anno fa ha ereditato una proprietà nell’isola di Torcello. Una casa d’artista piena di quadri, arazzi, sete decorate, sculture e opere con le tecniche più varie, ricca dunque quanto un museo, e una carciofaia
esistente da tempo immemorabile. “Esiste da generazioni – spiega Paolo Andrich –, e qui veniva anche prodotta dell’ottima uva”. Ecco spiegato perché questa casa si chiamava Forte di Vigna Granda, anche perché “qui – continua Andrich – mi raccontava mio zio che esisteva un forte, anche se è difficile ormai collocarlo storicamente; nel Medioevo – aggiunge – tutti i conventi di Torcello coltivavano ortaggi, carciofi e uva”.In primo luogo la sfida di Paolo Andrich è quella di riscoprire, salvare, una tradizione, a questo mira il suo impegno nella “Casa d’artista Lucio Andrich” inserita nella fattoria didattica “Arti_ciok”, il nome della sua azienda agricola. Un ettaro di terra coltivata a carciofo, confinante a nord con il ghebo del Ciuccio e la palude della Rosa. “Continuo l’opera di mio zio – spiega –, che coltivava la carciofaia dal 1982, quando ha comperato la proprietà, anche se già prima viveva a Torcello, in affitto, dalla fine degli anni Sessanta, nella quattrocentesca sagrestia della chiesa dei Borgognoni. Io continuo la coltivazione della carciofaia in modo biologico, senza l'apporto di concimi chimici”. Cinquemmila piante di carciofo che cura dal 2003, e che finiscono poi, in un percorso a chilometri zero, sulle tavole della locanda Cipriani, il più famoso ristorante di Torcello, o dell’Osteria al Ponte del Diavolo. Ma l’idea di Paolo Andrich va oltre la produzione dei carciofi. Il progetto è quello di rivitalizzare la laguna, ma con un turismo diverso dall’attuale, che comunque non tocca certi angoli incontaminati. Creare percorsi naturalistici, diversi da quelli del turismo di massa, coinvolgendo la gente che abita la laguna, facendo approdare nelle isole veneziane quel modello di agriturismo che ha riscosso grande successo in terraferma e dovunque, in Italia. La proposta dell’agricoltore-urbanista Paolo Andrich parte dalla presa di coscienza dello stato di abbandono di moltissimi terreni a vocazione agricola dell’isola di Torcello e di gran parte delle aree agricole delle isole della Laguna di Venezia. A Torcello, solo per fare un’esempio, gli abitanti sono rimasti in 15; in un’isola che un tempo neanche troppo lontano ospitava diverse migliaia di persone: basti pensare che ancora nel 1795 esistevano qui 737 casate nobiliari, di pari dignità di quelle veneziane.“Bisognerebbe coinvolgere i pescatori, dar loro la possibilità di portare i turisti sulle loro barche a visitare la laguna, e nelle loro case, a mangiare il pesce pescato con i bilancini, ad assaggiare le moeche”. Questa l’idea, per la quale di certo serve un’armonia di pensiero con l’Amministrazione locale, ma soprattutto serve fare sistema. “Con altri partner vorremmo da vita ad un’Associazione culturale – agricola dal nome Parco d’Arte di Torcello. Raccogliere assieme professionalità ed esperienze diverse in un’ibridazione di linguaggi, saperi scientifici e tecniche rappresentative, volte alla sperimentazione nel campo dell’arte natura-agricoltura”. La finalità dell’Associazione dovrebbe essere la promozione e la creazione di quel nuovo tipo di istituzione artistica, il «sito d’arte» nella natura-agricoltura, pensando che l’arte già da tempo ha superato i tradizionali confini concettuali e linguistici della modernità per «contaminarsi» con i settori più vivi e sperimentali della vita sociale odierna, tra i quali proprio quello ambientalista. Il progetto su cui sta lavorando Paolo Andrich prevede, tra il resto, anche una revisione delle vie per raggiungere Venezia, magari con nuova porta alla città in zona Ca’ Noghera, per riscoprire tutto quel sistema di complesso tra isole, barene e velma (la terra che sta appena sotto il pelo dell’acqua), i tre elementi della laguna che, dopo le modificazioni storiche, esistono ormai solo nella laguna Nord. “Dobbiamo pensare al fatto che la nostra vera ricchezza è il territorio, la Laguna, nel nostro caso – conclude Andrich –, che nessuno può portarci via. I merletti si possono fare in Cina, la laguna nessuno ce la copia, e da questa dovremmo ripartire”.
Parco della Laguna – Progetto Laguna Nord VIsita il sito dell'Istituzione Parco della Laguna e quello del Progetto Laguna Nord
Nel 2008 i mille anni dal primo restauro della Cattedrale di Santa Maria Assunta La cattedrale di Santa Maria Assunta fu fondata nel 639 per ordine dell’esarca di Ravenna, che comandava sulla laguna in rappresentanza del governo di Bisanzio. Oggi rappresenta la costruzione monumentale più antica presente in tutta la Laguna di Venezia. Caratteristica singolare dell’edificio sono i finestroni con imposte formate da lastre di pietra. La parete occidentale, che corrisponde all'ingresso principale, è occupata, all'interno, da un mosaico in stile bizantino di notevolissime dimensioni che rappresenta il Giudizio Universale. La Cattedrale, ampliato nell’826, deve la sua attuale struttura al restauro del 1008, esattamente mille anni fa. La delegazione patriarcale di Torcello, presieduta da monsignor Ettore Fornezza, in collaborazione con il Centro studi Torcellani di Marco Molin, hanno deciso di fare quest’anno le cose in grande. I festeggiamenti dureranno da maggio a novembre, e culmineranno con la grande celebrazione di domenica 8 giugno. Una processione acquea con le parrocchie appartenenti all’antica diocesi di Torcello (soppressa nel 1818), le società remiere veneziane daranno il loro tributo alla religione, alla tradizione e alla storia. Ci sarà anche la messa solenne di monsignor Gianfranco Agostino Gardin, nominato dal papa Arcivescovo titolare di Torcello. La celebrazione del patriarca Angelo Scola è invece prevista per il 14 settembre. Gli eventi religiosi e culturali si apriranno il 3 maggio, con un concerto nella chiesa di Santa Fosca, e poi conferenze e visite, giornate di studio, pellegrinaggi in cattedrale delle parrocchie e un numero speciale dei Quaderni Torcellani, con il contributo di docenti e studiosi del settore. Per l’occasione sarà ristampato il celebre saggio del professor Renato Polacco sulla cattedrale. Festa grande nell’isola, dunque. La prima dopo le polemiche degli anni scorsi, quando i 25 abitanti rimasti nell’isola avevano duramente protestato contro la «cenmentificazione» dell’isola decisa nel 2000 dal Magistrato alle Acque e il rifacimento delle rive in terra e mattoni con palancole e cemento armato.
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| Ultimo aggiornamento ( Friday 30 March 2012 ) |
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