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Campagna a sostegno dell'efficienza, un tema sul quale siamo in grande ritardo
Sprechi assurdi: le lavatrici a mezzo carico e televisioni lasciate in standby la fanno ancora da padroni
"Se si intervenisse in tutte le case, sarebbe possibile spegnere 7 centrali elettriche"
In una serie di articoli del quotidiano La Repubblica un riassunto dell'anno 2007 per quanto riguarda la gestione energetica in Italia.
La denuncia del Wwf: "Sul risparmio energetico Italia analfabeta"
ROMA - Da Lodi a Civitavecchia, da Aprilia a Campobasso, l'Italia è scossa da decine di proteste contro la costruzione di nuove centrali elettriche. Per scongiurare i rischi ambientali rappresentati da questi impianti, più che manifestare bloccando strade e ferrovie, sarebbe necessario cambiare comportamenti in casa. Attuare semplici accorgimenti di risparmio energetico nella scelta degli elettrodomestici e nella normale vita casalinga permetterebbe infatti non solo di evitare la necessità di ulteriori centrali, ma addirittura di spegnerne sette attualmente in funzione: Fiumesanto (Ss), Brindisi sud, Vado Ligure (Sv), Genova, Fusina (Ve), Marghera (Ve) e Taranto.
A lanciare la provocazione è il Wwf che ha annunciato oggi la sua campagna a favore del risparmio energetico "GenerAzione Clima". Strettamente legato al tema dei consumi elettrici è infatti quello della lotta al riscaldamento globale, provocato dalle emissioni di gas serra prodotti in buona percentuale dall'uso dei combustibili fossili per dare corrente e scaldare le nostre abitazioni.
Purtroppo però è ancora molto vaga la percezione di quanto potrebbe essere fatto da ogni singolo cittadino e dei vantaggi sul bilancio familiare. A corredo della sua iniziativa il Wwf ha illustrato infatti i risultati di una ricerca svolta dalla Makno & Consulting. Dallo studio emerge che in proposito le informazioni in possesso degli italiani sono contraddittorie e che anche le persone consapevoli praticano spesso comportamenti incoerenti.
"Per aiutare gli italiani a rendere più efficienti le loro abitazioni - ha spiegato Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia - abbiamo ritenuto essenziale partire da una fotografia del Paese. Ebbene, esiste una diffusa e omogenea impreparazione sui temi dell'efficienza, nessuna regione spicca e più della metà del Paese si condensa nello spicchio dei 'non so'".
Nella ricerca Makno risulta che il 70% del campione mette in pratica almeno un comportamento domestico di spreco e quindi di maggiore impatto sul clima: il 46,9% tiene regolarmente in stand-by (ovvero con la lucina rossa o verde accesa) le apparecchiature elettroniche, il 15,9% regola la temperatura del frigorifero al di sotto dei 6 gradi; solo l'8,1% del campione utilizza abitualmente lavastoviglie e lavatrice non a pieno carico. In compenso, quasi l'80% degli intervistati ha acquistato una lampadina ad alta efficienza nell'ultimo anno.
Più ancora che il modo di riscaldare e di gestire la casa, decisivo potrebbe essere il modo di costruirla. "Perché - denuncia il Wwf - quando compriamo un'automobile chiediamo quanto consuma e non chiediamo la stessa cosa quando compriamo una casa? Così come i costruttori di auto devono dichiarare quanto consuma una vettura altrettanto dovrebbero fare i costruttori degli edifici. Ogni edificio dovrebbe essere dotato di una propria certificazione energetica in cui si legga chiaramente quanti chilowattora annui l'edificio consuma per metro quadro (kWh/m2 anno)".
Senza contare che se dall'edilizia tradizionale si passasse alle "case passive" le maggiori spese di costruzione sarebbero rapidamente ripagate dal crollo nel fabbisogno energetico per riscaldamento invernale e condizionamento estivo.
In questo caso la responsabilità dai singoli si sposta sugli amministratori e i politici. Una legge che impone la certificazione energetica per gli edifici esiste infatti dal 1991, ma non è mai stata applicata in quanto non è mai stata accompagnata da un decreto attuativo. Ora finalmente qualcosa sta cambiando e provvedimenti più decisi in materia di efficienza sono stati inseriti nella nuova legge finanziaria, ma secondo il Wwf è decisamente ancora troppo poco.
Per chi fosse interessato a capire meglio come rendere più efficiente la propria casa e quali provvedimenti prendere per risparmiare sulle bollette di luce e gas, l'associazione ambientalista il 2 e 3 dicembre in occasione della campagna "GenerAzione clima" porterà i suoi stand nelle principali piazze d'Italia, offrendo a tutti la possibilità di prenotare un "check up" energetico convocando gratuitamente a casa propria un tecnico esperto di risparmio.
da La Repubblica del 23 novembre 2007
Presentate dal governo le misure per intervenire in maniera organica sui consumi
Previsti finanziamenti e sgravi fiscali per industria, edilizia, trasporti e famiglie
"Risparmio, efficienza e fonti rinnovabili"
Prodi lancia il pacchetto energia
Corretti i meccanismi del Cip 6, finisce lo scandalo delle "assimilate"
L'obiettivo è di ridurre la spesa del 20%. Il premier: "Piano organico per cambiare registro"
ROMA - Consumare meno, consumare meglio, consumare altro. Il governo ha presentato oggi il suo pacchetto di misure in campo energetico. Un insieme di misure fiscali, economiche e di cambiamenti organizzativi che dovrebbe finalmente affrontare la questione nei suoi diversi aspetti: quello industriale, quello ambientale e quello delle indispensabili incentivazioni. Non a caso a illustrare i provvedimenti, insieme a Romano Prodi, sono stati il ministri dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, dell'Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, e il vice ministro dell'Economia, Vincenzo Visco.
Gli incentivi. L'intenzione del governo è quella di intervenire tanto sulla domanda che sull'offerta. Per quanto riguarda la domanda, diventano operativi i benefici previsti dalla Finanziaria 2007, con l'emanazione dei decreti attuativi su riqualificazione degli edifici (innalzamento dal 36% al 55% della detrazione fiscale per eco-interventi); efficienza nell'industria; mobilità sostenibile (-20% carico fiscale per gpl); fondo di Kyoto (600 milioni di fondo rotativo per il triennio 2007-2009).
Più fotovoltaico. Il pacchetto prevede poi incentivi al fotovoltaico; potenziamento dei certificati bianchi; revisione del meccanismo di incentivazione delle fonti rinnovabili; incentivazione alla cogenerazione ad alto rendimento; impulso alla bio-edilizia.
"Piano organico per cambiare registro". Si tratta, ha spiegato Prodi, di un "lavoro organico che era ora si facesse. Una strategia chiara di risparmio energetico, ottimizzazione delle risorse e ricorso a nuove forme di energia" per "cambiare finalmente registro nella politica energetica italiana". "L'Italia - ha aggiunto il premier - ha bisogno di cambiare registro, ne ha un bisogno enorme più di altri paesi, perché siamo importatori in misura impressionante e non possiamo continuare ad andare avanti con questo spreco di energia".
Un miliardo all'eco-industria. A fare le cifre di questa "mini manovra" è stato il ministro Bersani: "Saranno mobilitate risorse per circa un miliardo di euro in tre anni per la nascita dell'ecoindustria", vale a dire un'industria che utilizzi meno energia nei processi produttivi e che produca "nuovi prodotti capaci di rendere l'Italia più competitiva, farla risparmiare e che sviluppi il settore delle fonti rinnovabili". Subito disponibili, saranno i 350 milioni di euro del Fondo per la competitività istituito in Finanziaria.
Fondi ad hoc per il Sud. "Nel triennio - ha aggiunto Bersani - potranno convergere sul Progetto anche risorse provenienti dal Fondo investimenti in ricerca scientifica e tecnologica con dotazione di un miliardo di euro. A queste si aggiungono quelle previste per la programmazione collegata all'utilizzo di fondi comunitari 2007-2013 e le risorse dei fondi aggiuntivi nazionali (Fas) per l'insieme delle quali si prevede uno specifico programma interregionale nel Mezzogiorno.
Questione di cultura. Ma c'è qualcosa che gli stanziamenti economici non possono comprare, ovvero una nuova cultura in grado di avviare un diverso rapporto con i consumi energetici. "Perché queste misure abbiano effetto - ha chiarito Prodi - occorre che tutto il Paese prenda coscienza" dell'importanza del risparmio energetico" e "c'è una grandissima opera educativa da fare, perché non bastano le misure fiscali ma occorre un radicale cambiamento nei comportamenti giorno per giorno".
Obiettivo 20 per cento. Secondo una stima del viceministro Visco, una volta entrato a regime il pacchetto del governo è in grado di portare a risparmi energetici "fino al 20% dei consumi attuali". Se "contribuiamo alla diffusione dei pannelli solari e degli edifici a norma in materia di efficienza energetica - ha spiegato - ciò ridurrà i costi del Paese".
Cambia il Cip 6. Tra le misure previste c'è anche la revisione del Cip 6, il provvedimento per l'incentivazione delle rinnovabili che fino ad oggi è servito soprattutto a finanziare le inquinanti "fonti assimilabili", come gli inceneritori. "Grazie alla riforma del meccanismo - ha annunciato Pecoraro Scanio - per gli incentivi alle rinnovabili è prevista una dote di 1,5 miliardi di euro l'anno che sarà destinata allo sviluppo dell'energia esclusivamente ecologica".
Kyoto da rispettare. Sullo sfondo ci sono i vincoli imposti dal Protocollo di Kyoto, sia sul piano ambientale che economico. Rispettare le quote di emissioni fissate significa infatti combattere l'effetto serra, ma anche impedire che l'Italia incorra nelle multe previste dal trattato internazionale per gli sforamenti. "Io - ha ricordato Prodi - ho veramente combattuto per Kyoto. Con tutte le sue imperfezioni, per ora è l'unico strumento di coordinamento mondiale per questa grande battaglia".
da La Repubblica del 17 febbraio 2007
L'azienda ha avviato dieci progetti per razionalizzare i collegamenti elettrici
Con un miliardo di investimenti si evita di sprecare circa 4.600 megawatt
Terna punta sull'efficienza della rete
Recuperata l'energia di una maxi centrale
L'ad Cattaneo: "Via cavi e tralicci in quantità tre volte superiore a quelli previsti dalle nuove infrastrutture"
Esulta Pecoraro Scanio: "E' come se avessimo costruito il super impianto di Civitavecchia"
di VALERIO GUALERZI
ROMA - Del risparmio ottenuto in bolletta se si sostituiscono in casa le lampadine ad incandescenza con quelle a basso consumo o se si scelgono elettrodomestici di classe A al posto di quelli energivori si sa ormai praticamente tutto. Ma cosa succede se a puntare sull'efficienza energetica è un colosso come Terna? Accade che il risultato è straordinario e si può fare a meno di costruire cinque o sei nuove centrali di grossa taglia.
La società che gestisce la rete elettrica nazionale ha presentato oggi a Roma dieci progetti in via di realizzazione che permetteranno di recuperare circa 3.500 megawatt di energia (l'equivalente di 300 milioni di kilowattora, tanti quanti ne cosumano centomila famiglie nell'arco di un anno) e di immetterne oltre mille ottenuti da fonti rinnovabili, in particolare dall'eolico, che pone problemi particolari per quanto riguarda i picchi di produzione. Un piano benedetto dal ministro dell'Ambiente Alfonso Pecoraro Scanio, intervenuto alla presentazione del pacchetto di interventi. "La ristrutturazione avviata da Terna sulla rete elettrica libera 4600 MW, più del doppio della mega centrale di Civitavecchia", ha esultato Pecoraro. E' questa, ha aggiunto, "l'imprenditoria del sì, la cultura dell'impresa e la cultura della programmazione", che si contrappone a quella "dell'incassare". "Quando si parla di efficienza energetica - ha ricordato ancora il ministro - dobbiamo riferirci anche e soprattutto all'efficienza delle infrastrutture di trasporto dell'energia" perché "l'energia in Italia c'è, ma la bruciamo e poi la buttiamo".
A illustrare nel dettaglio i dieci progetti è stato l'amministratore delegato di Terna, Flavio Cattaneo. L'azienda, ha spiegato, "ha stanziato un investimento di un miliardo di euro per razionalizzare e sviluppare in modo compatibile con l'ambiente la rete elettrica a alta tensione in Italia". Se il tornaconto ottenuto nel campo dell'efficienza con la rimozione degli "imbottigliamenti" è il più immediato e apprezzabile, i "10 progetti per uno sviluppo sostenibile" messi in cantiere avranno anche diverse altre ricadute positive.
"Saranno eliminati cavi e tralicci in quantità tre volte superiore a quelli previsti dalle nuove infrastrutture - ha sottolineato ancora Cattaneo - 1200 chilometri di linee da smantellare a cui saranno sostituiti 450 chilometri di nuovi elettrodotti". A guadagnarne saranno quindi anche il paesaggio e l'estetica, con l'abbattimento di 4.800 tralicci per l'alta tensione, 161 dei quali in cemento armato. Materiale per oltre sessantamila tonnellate che verrà avviato al riciclo. Inoltre saranno liberati circa 4 mila ettari di territorio.
I nuovi tralicci e le nuove infrastrutture saranno messe a disposizione per altri usi, come il monitoraggio degli incendi e la diffusione della rete wi-fi, evitando quindi inutili raddoppi e sovrapposizioni. Si cercherà anche di realizzarle con il massimo dell'attenzione all'integrazione paesaggistica e allo scopo Terna ha già lanciato alcuni concorsi internazionali d'architettura per ottenere piloni e tralicci "esteticamente sostenibili".
Le regioni interessate dai progetti sono undici: Lombardia, Piemonte, Veneto, Umbria, Abruzzo, Toscana, Lazio, Campania, Basilicata, mentre il raddoppio del collegamento attraverso lo Stretto di Messina riguarda sia la Calabria, divenuta esportartice di energia, e la Sicilia. In tutti i casi, ha rivendicato Cattaneo, è stata cercata e trovata l'intesa con le amministrazioni locali adottando i criteri della Vas, la "valutazione ambientale strategica". Un risultato ottenuto - e questa è forse la più sorprendente di tutte le cifre fornite dal manager - attraverso 40 mila ore di concertazione con enti locali ed istituzioni.
E anche questo è stato un aspetto sottolineato con soddisfazione da Pecoraro Scanio. "Pianificazione e concertazione - ha osservato il ministro - sono le strade maestre da seguire per ottenere risultati importanti, esattamente il contrario di quanto stabilisce la legge obiettivo, che infatti non è riuscita a far approvare neppure l'1% dei suoi progetti".
da La Repubblica del 05 dicembre 2007
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