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A Roma e Milano trattano come bidoni le nuove diesel senza filtro antiparticolato
Le case pubblicizzano l'Euro5, che dal 2 luglio inizieranno ad invadere il mercato
Articoli tratti da Repubblica.it del 21 gennaio 2008
di VINCENZO BORGOMEO
Addio Euro4: l'ultima omologazione anti-inquinamento si avvia al declino e - incredibilmente - ormai non basta più per circolare liberamente e per mettere al riparo la propria auto da una rapidissima svalutazione. Nel frenetico mondo dell'auto succede infatti che in città come Roma e Milano le auto Euro4, se diesel senza filtro antiparticolato, vengono tenute fuori dai centri storici e bloccate nei giorni di targhe alterne. Come se fossero dei vecchi bidoni. Una specie di follia perché poi le stesse auto che i sindaci bollano come "anti-ecologiche" sono poi ritenute "ecologiche" dallo Stato che le ritiene talmente pulite da inserirle nel programma di incentivi all'acquisto con rottamazione.Ma c'è dell'altro, e ben più grave per le sorti dell'Euro4: molte case automobilistiche (in testa la Fiat con la 500 e la Volkswagen con la Tiguan) pubblicizzano fino alla noia il fatto che le loro auto sono "Euro5". Una normativa, però, ancora inesistente: entrerà in vigore solo nel 2011 ma - e qui sta il bello - dal prossimo 2 luglio sarà possibile omologare auto con la certificazione Euro5.Si accettano scommesse (della serie "Ti piace vincere facile"...) che entro l'anno le Euro4 inizieranno a svalutarsi più del normale in vista dell'arrivo delle nuovissime Euro5. E che - in tutti i casi - nel giro di due anni il crollo delle quotazioni dell'usato dell'Euro4 sarà disastroso. Tempi lunghi solo apparentemente: chi sta per comprare un'auto in molti casi tenderà ad aspettare, con esiti disastrosi sul mercato.La voglia di Euro5 non è infatti legata a motivi etici o ecologici: l'automobilista cerca solo di non vedere il proprio bene svalutato in modo drastico. Una cosa che molti lettori - purtroppo - hanno già vissuto sulla propria pelle con l'arrivo sul mercato delle Euro4 ai danni delle Euro3, ben prima dell'effettiva entrata in vigore della legge.L'argomento è sentitissimo e sono in tanti a lamentarsi di aver appena comprato una diesel Euro4 e di non poterla più usare in città (e ovviamente di avere grandi difficoltà nel rivenderla). Ma ci sono anche diversi lettori che protestano per la "sorpresa" che hanno trovato sul libretto di circolazione della propria Fiat 500 o Volkswagen Tiguan nuova di zecca: si aspettavano - come peraltro promette la pubblicità - di trovare l'omologazione Euro5. A loro ricordiamo che dal 2 luglio in poi presso la motorizzazione potranno far aggiornare - con un po' di pazienza - la carta di circolazione con la nuova normativa.Ovvio che questa immediata svalutazione dell'Euro4 comporterà un danno per le case automobilistiche, ma la cosa più incredibile di tutta questa vicenda è che sono proprio le varie marche - spingendo in pubblicità l'Euro5 - a far partire la crociata anti Euro4. Una sorta di masochismo inspiegabile, che si spinge fino ai limiti dell'assurdo: per la nuova Audi Cross Coupé Quattro Concept (in pratica la Q5 di prossima commercializzazione), la casa tedesca annuncia già che "la macchina rispetta la normativa Euro6". Tanto per capirci, parlano - adesso - di un'omologazione che dovrebbe entrare in vigore nel 2014...
Se la normativa non basta più
di VALERIO BERRUTI
Supercar elettriche, Ferrari a bioetanolo e una valanga di modelli ibridi. L'ecologia sta rivoltando, per fortuna, il mondo delle quattro ruote. Anche a Pechino, dove le auto crescono al ritmo di mille al giorno, tutte quelle vendute dal 1 gennaio di quest'anno dovranno rispettare le norme antinquinamento "China4", l'equivalente delle nostre Euro4. Tra poco ci saranno le Olimpiadi e il mondo comincia a preoccuparsi per una città dove il 40-50 per cento dell'inquinamento atmosferico proviene dalle emissioni dei 3,1 milioni di veicoli che quotidianamente ne percorrono le strade.La paura cresce e tutti vorrebbero fare qualcosa.E qualcosa fanno anche dalle nostre parti anche se qualche volta la voglia di fare meglio peggiora le cose. È il caso delle misure antismog introdotte di recente a Roma. Si tratta del blocco della circolazione, un giorno alla settimana, per targhe alterne. Naturalmente dal fermo sono esentate le euro 4. Ma a ben vedere la norma si scopre che "potranno circolare i mezzi non inquinanti e a basso impatto. In particolare: veicoli a Gpl e a metano, elettrici e ibridi; auto a benzina euro 4 e le diesel euro 4, purché dotate di filtro antiparticolato (Fap) montato di serie...".Ed è proprio quest'ultima clausola che sta scatenando un vero e proprio putiferio. Perché il filtro è tutt'altro che diffuso e il suo costo si aggira mediamente sui 600-700 euro. Tra le tante mail ricevute sull'argomento vale la pena segnalarne una. Ecco il testo: "Nell'aprile 2007 ho acquistato una Fiat Punto diesel multijet, fruendo del contributo statale per la rottamazione: 800 euro più tre anni di esenzione dal pagamento del bollo. Solo pochi mesi dopo, il comune di Roma proibisce la circolazione della stessa auto, dicendo che è inquinante, perché non provvista di filtro antiparticolato di serie. Allora, da una parte, lo Stato mi incentiva a comprare quell'auto, catalogandola fra i veicoli a bassa emissione inquinante e per questo spendendo soldi dei contribuenti, dall'altra il comune mi dice che la stessa auto è inquinante. Sinceramente mi sento beffato: se avessi saputo che sarebbe stata subito catalogata tra i veicoli inquinanti ne avrei comprata un'altra".Al di là dell'utilità o meno del filtro antiparticolato in città (al riguardo ci sono diverse scuole di pensiero) resta la grande confusione nella quale viene catapultato ancora una volta l'automobilista. Con due leggi e due misure e l'Euro 4 che non basta più.
Sorpesa, l'auto rottamata equivale a quella nuova
di FABIO ORECCHINI
Partiamo da questo: chi ha un diesel nuovo con il filtro può circolare anche in caso di blocco a Milano e Roma, chi ha un diesel altrettanto nuovo ma senza il dispositivo anti-polveri lo deve lasciare in garage. Il tutto mentre sono in vigore incentivi statali per la rottamazione di auto Euro 1 ed Euro 2 con acquisto di Euro 4, siano esse dotato o meno di filtro. Succede così che un automobilista si trovi a rottamare la sua vecchia auto per acquistare una diesel Euro 4 che poi però viene bollata come troppo inquinante dall'amministrazione della sua città e costretta al fermo al pari dell'auto che ha sostituito.
In poche parole, un grande pasticcio. Che nasce proprio dalla sovrapposizione di parecchie informazioni inesatte e da una certa reticenza nell'affermare con chiarezza quel che chi si occupa di auto e di ambiente non può non sapere. Le macchine attuali, siano esse diesel, a benzina, o anche ibride, Gpl o a metano inquinano. Non tutte allo stesso modo, naturalmente. Le Euro 4 emettono meno delle Euro 3, le diesel col filtro liberano molte meno polveri sottili di quelle senza, ancora meglio si comportano le ibride (anche se dipende da "quanto" lo sono e da come vengono utilizzate) e quelle a gas. E molto presto le diesel con i nuovi sistemi in grado di abbattere sia il particolato che gli ossidi d'azoto, in fase di lancio negli Usa ma in arrivo anche in Europa, saranno meglio di quelle col solo filtro anti-polveri.
Tutte, però, sbuffano dal tubo di scappamento sostanze dannose per l'uomo e per l'ambiente. Quindi non ci sono alibi: se le si fa circolare, si accetta il fatto che possano emettere. Sennò si trova il coraggio di fermarle tutte, tranne soltanto le elettriche o le ancora non commerciali auto a idrogeno (che poi sono più o meno risolutive in base a come viene prodotta l'elettricità o l'idrogeno). Le misure antinquinamento che offrono deroghe alle Euro 4 o ad altri tipi di auto sono perciò senz'altro da considerarsi transitorie, se davvero si vuole arrivare alle emissioni zero e risolvere definitivamente il problema dell'inquinamento da emissioni veicolari.
Ed allora ecco che le Euro 4 oggi possono circolare, ma tutti danno per scontato che tra qualche tempo non lo potranno più fare. Perché circoleranno soltanto le Euro 5, poi le Euro 6 e così via. Questa però va detto. E va detto prima che le persone decidano di comprare o non comprare un determinato modello. Come va detto prima ed in modo affidabile per quanto tempo potranno circolare le auto con una determinata omologazione. Questo significherebbe dire tutta la verità: fissare regole chiare e scadenze chiare. Tali da rendere trasparente la scelta da parte dell'automobilista che spende i propri soldi, e stimolante la corsa alla messa a punto di auto dotate di tecnologie sempre più pulite, che in presenza di una prospettiva di mercato certa e ben collocata nel tempo sarebbero oggetto di un sicuro investimento da parte delle case.
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