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Architetti e performer stanno trasformando la cucina in un nuovo palcoscenico, con picnic notturni e catering sperimentali. E alla domanda: «Si mangia?», rispondono «Sì, ma dopo aver guardato...».
di Anna Lagorio
Architetti e performer stanno trasformando la cucina in un nuovo palcoscenico, con picnic notturni e catering sperimentali. E alla domanda: «Si mangia?», rispondono «Sì, ma dopo aver guardato...»Potrebbero conversare per ore con la strega di Hansel e Gretel, scambiandosi consigli su come impreziosire casette di marzapane. I nuovi creativi del food design mescolano fiabe, ironia e zucchero per trovare modalità inedite e teatrali per gustare il cibo, dando vita a oggetti ibridi come lecca lecca soffiati con la tecnica del vetro di Murano o copertoni di liquirizia. E mentre l’olimpo culinario rende omaggio ai celebrity chef, designer e performer hanno iniziato a trasformare la cucina in un palcoscenico per picnic notturni e catering sperimentali.Studio-ristorante e cene infinite a Rotterdam, lo studio-ristorante Proef (www.proefrotterdam.nl ), che da anni organizza i banchetti del collettivo di design De Droog, punta su paesaggi gastronomici interattivi, come Infinity Dinner, un food happening dedicato ai cicli vitali. «L’idea era quella di dar vita a un viaggio magico», racconta Marzie Vogelzang, regista dell’evento. «Per farlo, abbiamo creato una scenografia elettronica dedicata alle fasi biologiche di un fiore, disposto poltrone elicoidali ispirate alla forma del Dna e abbiamo ideato un menù in evoluzione ». Ricette della nonna, globalizzazione e interventi urbani sono i motivi conduttori della ricerca di Arabeschi di Latte (www.arabeschidilatte.org ), collettivo femminile fiorentino che dal 2001 progetta nuove forme di racconto a partire dal cibo, come Big Quality Interactive Dinner, una caccia al tesoro in cui i partecipanti trovano ingredienti, strumenti (pentole, pelapatate, mestoli...), vecchi manuali di cucina per la preparazione della cena: momento di distensione finale e occasione ludica di socializzazione.Bonbon express Anche i Papabubble (www.papabubble.org ) coinvolgono gioco e creatività. «Ci piace che lepersone si divertano quando vengono nel nostro negozio di caramelle», dice Tommy Tang, fondatore del gruppo con Christopher King. Nel loro quartier generale preparano bonbon espressi di fronte a una plateaeterogenea, rilassata e divertita dalle performance di questi showmen australiani, residenti a Barcellona da quattro anni. «Vogliamo far sorridere la gente. E l’ambiente olfattivo aiuta. Da noi c’è sempre un profumo incredibile, mette il buonumore. E non c’è niente di più bello che vedere l’espressione delle persone quando gli porgi una caramella alla mela ancora calda».Prismi gioiello e fragole Oltre allo studio di Barcellona, Papabubble ha aperto punti vendita a Tokyo, Amsterdam, New York, ha lavorato con Comme des Garçons per il concept di un profumo e collaboracon i designer francesi Sébastien Cordoleani e Franck Fortana, duo specializzato nella produzione di strutture di zucchero, come il (delicatissimo) lecca lecca-palloncino e i prismigioiello al gusto di menta, fragola, violetta e caramello. Innovatori della grammatica dolciaria anche gli italiani Jjuice (www.jjuice.it), che ha firmato la collezione Lagrange 34 per la pasticceria Gertosio di Torino. Su ogni lastra di cioccolato sono incisi motivi geometrici o astratti in bassorilievo. Esiste anche una tavoletta “aerea” che riproduce la mappa del centro città su scala ridotta. Moda e arte culinaria sono i territori fra i quali si muovono le milanesi Ciboh (www.ciboh.org), che si autodefiniscono “cuoche, designer e stiliste” e spaziano dalla realizzazione di abiti premacchiati a quella di eventi social, come l’aperitivo del mercoledì al loro studio. «È una serata a base di musica e gelateria salata.Usiamo ingredienti salati che confezioniamo in cono con panna di formaggio e canditi di rapa rossa». In Portogallo, infine, il duo Pedrita (www.pedrita.net) sta catalogando pasticcini, fette di torta, biscotti semi- industriali: il patrimonio di pasticceria urbana portoghese a rischio estinzione. I risultati in un libro orprendente, uscito a marzo.
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