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Italiapulita

Una domenica normale: sommersi dai rifiuti Stampa E-mail
Monday 10 December 2007

rifiuti_venezia.jpgIl nostro giro con i vigili e gli operatori di Vesta. «È solo immondizia dei veneziani»
di Pierluigi Tamburrini dal Gazzettino di Venezia del 10 dicembre 2007

 

A Venezia montagne di rifiuti. «E non date la colpa ai turisti»
A Rialto un tappeto di bicchieri e bottiglie stile San Marco a Capodanno
di Simone Bianchi dalla Nuova Venezia del 10 dicembre 2007


 

Una domenica normale: sommersi dai rifiuti 
Il nostro giro con i vigili e gli operatori di Vesta, che rischiano di essere travolti da un sacchetto volante: «È solo immondizia dei veneziani»
 
Discariche in ogni campiello, cocci di vetro nei campi dello spritz. Ma anche amianto e olii lasciati in giro e sacchetti gettati dal terzo piano senza nemmeno guardare chi c'è sotto. E cittadini che trovano normale depositare la spazzatura nel primo bidone che trovano, sotto l'occhio dei vigili. Nonostante sia domenica mattina, giorno in cui non è prevista la raccolta dei rifiuti. E alla faccia della raccolta differenziata.
Per rendersene conto basta fare un giro per Venezia la domenica mattina, giorno in cui sarebbe vietato depositare i rifiuti. Ma già ai Tre ponti ci si imbatte nel primo cumulo formato da una quindicina di sacchi neri attorno ai quali si assiepano gabbiani e piccioni. «E siamo in bassa stagione, i turisti sono pochi, quindi non si può dare a loro la colpa di questo schifo» fa notare Riccardo Seccarello di Vesta che ci accompagna insieme ad altri tecnici e operatori della municipalizzata e a una pattuglia di vigili. Un netturbino apre alcuni sacchi. Dal loro contenuto, bottiglie e resti di cibo, sembrano i rifiuti di un bar o un ristorante. È una scena che si ripeterà più volte durante il nostro giro. Il netturbino raccoglie alcuni scontrini che si trovano all'interno dei sacchi e li consegna ai vigili. «Dagli scontrini cercheremo di risalire ai responsabili - spiega Pierluigi Giupponi, comandante della pattuglia - ma già so che gli esercenti ci diranno che lo scontrino è stato buttato, insieme alle immondizie, dal cliente». Dai Tre ponti inizia fondamenta di Rio novo, con la sua fila di ristoranti e bar e forse non è un caso che alcune delle discariche più disgustose coincidano con la presenza di esercizi pubblici. E la fondamenta è punteggiata di cocci di vetro e sporcata da ampie macchie di alcolici. A Santa Margherita si registra, come era prevedibile, una delle situazioni peggiori. Il campo è ricoperto di rifiuti, dai bicchieri di plastica ai fazzolettini, e nelle callette laterali ancora si sente il tanfo di chi, la notte precedente, aveva aveva urgenza di farla. Ma anche oltre Santa Margherita continua la successione di sacchi neri. Posti ordinatamente agli angoli delle calli, come fosse assolutamente normale abbandonarli lì anche di domenica. «E stiamo battendo solo le calli principali - sorride amaro Seccarello - basterebbe una svolta in una calletta laterale e chissà cosa ne verrebbe fuori». Decidiamo allora di dare un'occhiata ad una calletta. E raggiungiamo il grottesco. In calle Renier, vicino Ca' Dolfin, qualcuno getta un sacchetto dal terzo piano. Evidentemente senza guardare se sotto ci fosse qualcuno, altrimenti avrebbe notato i vigili. Che suonano al campanello ma l'autore del gesto pensa bene di non rispondere. La prima ipotesi è che si fosse trattato di una persona anziana, che non aveva voglia di fare le scale, ma il sacchetto è pieno di pannolini. Mentre un'altra calletta è quasi bloccata dalla presenza di scarti dell'edilizia. La Pescheria di Rialto fa il paio con Santa Margherita in quanto a disgusto. Una barca di Vesta sta caricando una ventina di sacconi e i resti di un armadio. Insieme a una tanica piena di olio combustibile abbandonata ancora aperta. Gli operatori si avvicinano con cautela perchè sotto i sacchi guizzano le pantegane. In Campo Santa Fosca è invece impossibile effettuare la raccolta. L'alta marea impedisce alla barca di passare sotto i ponti. Mentre in Corte dei Pali, insieme a materiali di risulta, spuntano lana di vetro e amianto. L'ultima tappa è in Rio Terà San Leonardo. Un netturbino è ancora al lavoro, ma il bidone che ha appena svuotato è già stato riempito di sacchetti. Eppure dovrebbe servire per buttare al massimo una cartaccia o il pacchetto di sigarette. In coincidenza con il mercatino, dove da tempo sono stati rimossi i cassonetti e l'area è ancora in corso di derattizzazione, la gente continua a recarsi tranquillamente a buttare la spazzatura. «Non avete visto le calle laterali - dice la signora Adriana Minelli, una residente della zona - stamattina in Calle dell'Olio non si passava». Di tutt'altro tenore il commento di un'altra residente, che dice di buttare il sacchetto solo nell'angolo in cui una ventina di sacchi neri già formano una discarica. E se gli si fa notare che la domenica l'immondizia non si butta, la risposta arriva automatica: «E che, me la tengo in casa?». E se si aggiunge che in nessuna città c'è la raccolta dei rifiuti la domenica, alza le spalle seccata e se ne va tirandosi dietro un cane assonnato.

di Pierluigi Tamburrini


A Venezia montagne di rifiuti. «E non date la colpa ai turisti»
A Rialto un tappeto di bicchieri e bottiglie stile San Marco a Capodanno
 
Sacchetti lanciati dalle finestre, cestini riempiti di rifiuti domestici, campi ridotti in discarica e accuse contro Veritas. Una domenica mattina in centro storico all'insegna dell'inciviltà, quella di ieri. Su tutto, dopo aver visto quello che ora racconteremo, una considerazione: non provate a dare la colpa ai turisti per le immondizie sparse nei campi, nei campielli e nelle calli...
In un periodo con pochi foresti, le condizioni in cui si trova Venezia sono opera esclusiva dei residenti e di ristoratori che a rispettare le regole non ci pensano proprio. Ritardo. Ieri Veritas ha ritardato di due ore lo svuotamento dei cestini e lo spazzamento dei masegni, apposta per mostrare cosa affrontano i suoi operatori la domenica mattina, giorno in cui non è prevista la raccolta porta a porta, ma nel quale viene garantito il recupero ad alberghi, bar e ristoranti che pagano dai 20 ai 45 euro per un servizio apposito. Ma sono solo 44 i locali che aderiscono sui 700 schedati nei sestieri dove la differenziata è già partita. Cestini. Il personale di Veritas esegue lo spazzamento e la sostituzione dei sacchi nei cestini che dovrebbero essere usati per le carte, e che invece vengono trattati alla stregua di veri e propri cassonetti. Il sopralluogo. Si parte alle 8.45 da piazzale Roma, e già ai Tre Ponti spuntano i primi sacchi con rifiuti prodotti da bar e ristoranti. La scena prosegue in campo Santa Margherita, dove gabbiani e colombi pasteggiano a crostacei dopo aver rotto i sacchi col becco. Non mancano cartoni, piante morte e qualche ingombrante. E poi ci si lamenta per i topi... Al seguito della «comitiva» ci sono anche i vigili del Nucleo ambientale. Facciatosta. In campo San Barnaba si assiste a una doppia scena da barzelletta: un anziano e una signora, come se nulla fosse, davanti agli stessi vigili aggiungono il loro sacchetto a un cumulo di fronte la chiesa. Ripresi replicano: «Ma ce ne sono già tanti di rifiuti, che problema c'è?». Vai tu a spiegare che il regolamento comunale non prevede l'abbandono della spazzatura in quel modo... In calle Bezzi spuntano poi sacchi pieni di inerti da restauri edili, ma il meglio deve ancora venire. Dalle finestre. La comitiva si ferma per qualche istante nei pressi di Ca' Dolfin. Un tonfo sordo sorprende tutti da calle Renier: qualcuno ha lanciato un sacco di immondizia dalla finestra del terzo piano. Un altro sacchetto sporge dal davanzale, dovrebbe aggiungersi al primo, ma, visto che ci sono i vigili, il «lanciatore» desiste. Gli agenti si attaccano al campanello, ma nessuno risponde. Così i vigili prendono nota, fotografano e nei prossimi giorni torneranno: «Garantito». Campo di battaglia. Il giro prosegue per San Tomà e San Polo, la musica non cambia. A Rialto campo San Giacometto è una discarica. Centinaia di bicchieri in plastica, bottiglie rotte e rifiuti - perfino nella fontana - sono un segno di degrado che Venezia non si può permettere. Sembra di vedere piazza San Marco nelle nefaste immagini del dopo-capodanno. «E' così tutte le mattine», assicurano quelli di Veritas. Poco distante c'è il pontile del mercato di Rialto. Accanto c'è di tutto. Una tanica con scritte in cinese piena di olio esausto, mobili e immondizia di ogni genere. Si replica a Santa Fosca, dove non mancano neppure cuscini, amianto e inerti. Proteste. Ultima tappa il mercato di Cannaregio. «Vergognatevi - dicono alcuni veneziani ai responsabili di Veritas dopo essere stati redarguiti per aver gettato sul montarone un sacchetto pieno -. Noi i rifiuti in casa non li teniamo. La nostra è civiltà».
 
di Simone Bianchi

Ultimo aggiornamento ( Tuesday 03 March 2009 )
 
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